Diversificare le assunzioni? Il segreto di Edison

La storia

Thomas Edison (sì, proprio lui: l’imprenditore inventore dei 1093 brevetti) amava scegliere personalmente i nuovi assunti nei suoi laboratori. Per trovare le persone giuste, “brevettò” un metodo personale: offriva loro una scodella di zuppa e poi li guardava mentre la mangiavano. «Voleva vedere se aggiungevano sale e pepe prima di assaggiare, o se aspettavano di assaggiare prima di procedere con il condimento», racconta Andrew Martin. L’uno o l’altro atteggiamento avrebbero tradito il loro maggiore o minore affidamento su assunti, supposizioni, preconcetti. E quindi la loro predisposizione all’innovazione.

Perché me lo racconti

Se Edison ambiva ad assumere persone prive di pregiudizi, oggi la sfida è riuscire a condurre un processo di reclutamento privo di pregiudizi. Ovvero riuscire a “diversificare”, che è la vera traduzione della parola diversity come ho scoperto da un lettore di Voices, Andrea De Beni, ospite dell’ultima Fuckup Night. Ma di quali pregiudizi parliamo?

Il pregiudizio della competenza

Questo è il primo e il più difficile da cui liberarsi. Ed è quello che spiega come mai tante aziende che investono e hanno obiettivi ambiziosi sul reclutamento di forza lavoro diversificata, progrediscano così lentamente su questo fronte. «Il problema è che, nonostante questi sforzi, le organizzazioni continuano a formulare giudizi su cv e colloqui basati sulle competenze. Questo significa che finiscono per cercare negli stessi posti lo stesso tipo di persone», scrive Sally Bibb, che qui suggerisce come riformulare le interviste: lavorare sui punti di forza necessari per un certo ruolo invece che sulle competenze.

Il pregiudizio della cultura aziendale

Avere una cultura aziendale è importante, certo. Ma la cultura è qualcosa in continuo movimento e non possiamo utilizzarla come parametro per le assunzioni. «In molti luoghi di lavoro oggi c'è una spinta ad assumere persone che si adattano alla cultura aziendale», scrive Eric S. Burdon. «Il problema con questo modo di assumere è che ti porta a trovare sempre più persone che sono proprio come te. L'opportunità di diversificare e avere background diversi diminuisce e si traduce in un grande pensiero di gruppo». Non si tratta solo di assumere persone con opinioni diverse, benché la diversità cognitiva sia fondamentale, ma anche persone che guardino le tue stesse cose da un punto di vista completamente nuovo.

Fammi un esempio

IDEO, azienda di design innovativa che ha progettato il mouse per Apple o reinventato i carrelli della spesa per i negozi di alimentari, mentre lavorava ai suoi progetti di maggiore successo, si è resa conto di avere designer innovativi, ma non persone abili nell’entrare negli ambienti e dare loro un senso. Così ha deciso di assumere antropologi. Una volta che i contributi degli antropologi hanno iniziato a produrre risultati, IDEO si è chiesta: cos'altro manca? Invece di assumere altri antropologi, ha coinvolto narratori: sono stati assunti sceneggiatori e giornalisti.

In base a cosa dovremmo assumere dunque?

Mike Tarullo racconta che anche in un grande azienda bisognerebbe continuare ad assumere persone come fossero i primi 10 membri della tua startup. E procede all’identikit di queste tipologie: leggile. Le mie preferite sono:

  • gli autodidatti, che impareranno attraverso tentativi ed errori, per osmosi, chiedendo alla loro rete e leggendo voracemente (articoli, newsletter, libri e persino social media). Insegnare è fantastico, ma non avrai tempo per farlo;

  • i «self-scaling», quelli che trovano un modo per risolvere i problemi e non fare il lavoro sporco a lungo termine: man mano che crescono, riempiono i loro rami inferiori con automazione e delega.

Ti consiglio di scorrere anche le domande da fare in fase di assunzione. Me ne sono appuntate due:

  • Cos’è che hai imparato a fare di recente? (Non deve essere correlato al lavoro e mentre lo descrive dovrebbe eccitarsi inavvertitamente).

  • Chiedimi qualunque cosa. (Non dovrebbe rimanere senza domande, perché vuole imparare cose che non sa. Qui scopri se ha curiosità. È come la prova della zuppa di Edison).

Il momento in cui sei entusiasta di qualcosa di nuovo, una nuova abilità o una nuova esperienza è il momento in cui dovresti diversificare. Riconoscere questo e portarlo avanti richiede umiltà.

Eric S. Burdon

Questo articolo è tratto dal numero 19 del 9 aprile 2022 della newsletter “Voices”, una newsletter settimanale di Diagonal curata da Annalisa Monfreda. Ogni settimana racconta storie, voci, dati e approfondimenti per ispirarti lungo il percorso verso un’azienda inclusiva. Siamo infatti convinte che la diversità sia la più grande opportunità di innovazione che abbiamo, l’occasione di riscrivere le regole del lavoro, di ridisegnarne i riti, gli spazi, la cultura. Se desideri iscriverti clicca qui. Ti aspettiamo!

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